E poi d’un tratto gli si aprì davanti il quadro, il dipinto perfetto. Fotografia inaspettata, un’istantanea lunga una vita: c’era già tutto.

C’era lui col suo sorriso, coi suoi slanci umorali e imperfetti, che avrebbe imparato a riconoscere e ad acconsentire. Idee geniali camuffate da cazzate che si dicono al bar, colori tenui e bagliori accecanti, calma e riposo, gioia e dolore. Lampi. Veloci cambi di scena in corsa.

Seguiva il flusso o il flusso seguiva lui. Si erano presi per mano e correvano lungo la via dei campi, quella che se ci vai adesso la ritrovi là, immutabile.

E in tutto ciò lui era come sospeso, a spegnersi col Sole…