Chi l’ha detto che “con i se e con i ma non si fa la storia”? Ci sono adagi popolari particolarmente fortunati, che accompagnano le nostre vite nel corso del tempo, vanno e vengono come un’onda sul bagnasciuga. Uno di questi è senza dubbio il celeberrimo “con i se e con i ma…”. Ci siamo abituati a recitarlo e a sentircelo ripetere soprattutto in occasione di apparenti occasioni mancate, momenti da cogliere al volo che sono andati persi: “Se avessi provato, se lo avessi saputo…” e subito veniamo interrotti dal richiamo al principio di realtà di chi ci sta intorno: inutile fantasticare, “quel che è stato è stato”, “inutile piangere sul latte versato” e così via. Ma siamo proprio sicuri che sia inutile lasciare, anche solo per un istante, che la nostra mente corra libera a immaginare come sarebbe potuta andare se?

Non di rado capita che le migliori intuizioni ci colgano proprio nei momenti in cui lasciamo viaggiare a briglia sciolta la nostra fantasia immaginativa, che è parente stretta della creatività individuale riposta in ognuno di noi. Non è solo attraverso il percorso retto della logica e della ratio che possiamo arrivare a pianificare obiettivi e raggiungere traguardi personali.

Il varco creativo, non importa in quale ambito di applicazione si manifesti (il ventaglio delle possibilità è sconfinato: pittura, scrittura, musica, cucina, arrampicata, problem-solving, etc.), ha bisogno di intraprendere vie oblique, sganciate dalla consequenzialità del rapporto  causa-effetto a cui siamo tanto affezionati. L’efficientismo, il tutto-subito, il 2+2 uguale 4 non sempre sono i nostri migliori alleati quotidiani. Soprattutto quando si tratta di vedere e di immaginare opportunità che aspettano di essere realizzate.

Ecco che allora fidarci della nostra parte più intuitiva e profonda non significa rottamare secoli di pensiero logico-razionale per abbracciare giulivi chissà quali filosofie hippie, quanto piuttosto recuperare la capacità perduta di guardare oltre quello che già c’è. Per creare percorsi nuovi occorre “leggere ciò che non è mai stato scritto”.

Come ci ricorda Einstein, “tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”.